Perchè ci occupiamo della Casa delle Arti? Perchè è l’unica struttura del suo genere in tutto l’Agro-Atellano. Perchè è un potenziale centro culturale (con biblioteca, sala convegni e sala mostre) sfruttato solo in minima parte. Perchè per anni con scelte amministrative assurde si è fatto di tutto per renderla una cattedrale nel deserto: via l’associazionismo e che diventi il confino di impiegati e dirigenti sgraditi! Perchè negli ultimi due anni c’è stata (finalmente) una volontà amministrativa per farla rivivere e noi pensiamo che sia giunto il momento di concretizzare.
E’ innegabile che l’assessorato di Pastena ha riaperto le porte della Casa delle Arti all’associazionismo e la scelta è risultata vincente e produttiva, sono rinate nella struttura eventi come “Un libro, un vino” e si è tornati ad ospitare grandi scrittori da Lanzetta a Montesano, da Pascale ad Arminio. Si sono valorizzate attività che già esistevano come il Corso di Alfabetizzazione e lo Sportello per Migranti realizzate dai volontari del nostro Servizio Civile e si è vista la rinascita del Centro Studi Virgiliani con la collaborazione dell’Archeoclub. In altre parole le associazioni in generale (e lo Spaccio Culturale nello specifico) si sono trasformate da pericoli in risorse. L’attuale Assessore alla Cultura vuole proseguire sulla stessa linea ma insufficienze in organico di personale comunale ne mettono a rischio addirittura l’apertura.
Ecco perchè, volendo fare la nostra parte e contrariamente all’idea che molti politici (e qualche amministratore) hanno sull’associazionismo che si farebbero vive solo per battere cassa (o.O) abbiamo inviato al Dirigente e all’Assessore competente una proposta di gestione per la struttura. Questo permetterebbe alla Casa delle Arti di continuare a vivere, la gestione proposta è a carattere assolutamente gratuito e si riferisce all’apertura (anche pomeridiana) della struttura oltre a tutte le operazioni di gestione, catalogazione e prestito librario indispensabili per un’attività bibliotecaria, insomma quello che già attualmente ARCI Spaccio Culturale sta facendo per scongiurare l’apertura della struttura solo negli orari di ufficio.
Il Comune oltre ad usufruire di un servizio completo avrebbe anche la possibilità di sfruttare collocandoli in modo diverso il personale attualmente utilizzato che in una situazione di sottorganico com’è quella del Comune di Succivo non è cosa da poco.
La proposta sarà vagliata dalla Giunta ma già girano voci di avvoltoi avviliti e schifati dall’idea di una struttura gestita da Arci Succivo.
Noi restiamo in attesa fiduciosi perchè non vogliamo arrenderci all’idea che prevalga la linea di chi, pur di non ammettere l’efficienza di una gestione dal basso, concordata tra amministrazione, associazioni e utenti, preferisce vedere l’unico centro culturale polivalente dell’atellano sotto utilizzato e inefficiente.