Diventare grandi

Alle spalle un anno di attività e di soddisfazioni, davanti l’anno del decennale per lo Spaccio Culturale.

Ed è paradossale e significativo che il 2009 sia stato la chiave di volta di un decennio di militanza associazionistica:

- in primis l‘Atellana Festival non per valore che diamo alla manifestazione ma per la fatica che ci costa, arrivato finalmente alla ribalta nazionale, consacrato come tra i miglior festival indipendenti e premiato da un pubblico che lo ama;

- le attività nel campo dell’immigrazione con i corsi di alfabetizzazione che curiamo a Succivo e Castelvolturno e gli sportelli sempre di Succivo oltre a quelli di Aversa gestiti da nostri operatori e dai volontari di servizio civile;

- Servizio Civile che è diventato una certezza sia nei progetti Assistenziali sia in quelli di Promozione Culturale;

- l’attività gratuita che la nostra associazione offre alla Casa delle Arti nella gestione della Biblioteca Comunale, struttura efficiente e partecipata grazie sopratutto al nostro contributo;

-  i Lab con i quali liberiamo spazi di socialità a giovani band e artisti in erba;

- infine il grande tesseramento 2009 che ha visto l’adesione di oltre 150 soci.

Un anno di passione e di impegno, sia politico che sociale, un impegno che marcheremo nel 2010 per dare il nostro contributo ad una svolta che nelle nostre terre è divenuta necessaria e indispensabile.
Lavoreremo per seppellire definitivamente i vecchi schemi clientelari, lasciando la porta aperta ad ogni forza politica ma senza rincorrere nessuno.
Continueremo nella nostra opera di spaccio perchè come dieci anni fa ancora ci sentiamo “Acculturati per lusso, spacciatori per necessità”.

E andiamo avanti.

Buon 2010 e che sia quanto più simile ai vostri migliori desideri.

Casa delle Arti: Rinascere dal basso

Perchè ci occupiamo della Casa delle Arti? Perchè è l’unica struttura del suo genere in tutto l’Agro-Atellano. Perchè è un potenziale centro culturale (con biblioteca, sala convegni e sala mostre) sfruttato solo in minima parte. Perchè per anni con scelte amministrative assurde si è fatto di tutto per renderla una cattedrale nel deserto: via l’associazionismo e che diventi il confino di impiegati e dirigenti sgraditi! Perchè negli ultimi due anni c’è stata (finalmente) una volontà amministrativa per farla rivivere e noi pensiamo che sia giunto il momento di concretizzare.

E’ innegabile che l’assessorato di Pastena ha riaperto le porte della Casa delle Arti all’associazionismo e la scelta è risultata vincente e produttiva, sono rinate nella struttura eventi come “Un libro, un vino” e si è tornati ad ospitare grandi scrittori da Lanzetta a Montesano, da Pascale ad Arminio. Si sono valorizzate attività che già esistevano come il Corso di Alfabetizzazione e lo Sportello per Migranti realizzate dai volontari del nostro Servizio Civile e si è vista la rinascita del Centro Studi Virgiliani con la collaborazione dell’Archeoclub. In altre parole le associazioni in generale (e lo Spaccio Culturale nello specifico) si sono trasformate da pericoli in risorse. L’attuale Assessore alla Cultura vuole proseguire sulla stessa linea ma insufficienze in organico di personale comunale ne mettono a rischio addirittura l’apertura.

Ecco perchè, volendo fare la nostra parte e contrariamente all’idea che molti politici (e qualche amministratore) hanno sull’associazionismo che si farebbero vive solo per battere cassa (o.O) abbiamo inviato al Dirigente e all’Assessore competente una proposta di gestione per la struttura. Questo permetterebbe alla Casa delle Arti di continuare a vivere, la gestione proposta è a carattere assolutamente gratuito e si riferisce all’apertura (anche pomeridiana) della struttura oltre a tutte le operazioni di gestione, catalogazione e prestito librario indispensabili per un’attività bibliotecaria, insomma quello che già attualmente ARCI Spaccio Culturale sta facendo per scongiurare l’apertura della struttura solo negli orari di ufficio.

Il Comune oltre ad usufruire di un servizio completo avrebbe anche la possibilità di sfruttare collocandoli in modo diverso il personale attualmente utilizzato che in una situazione di sottorganico com’è quella del Comune di Succivo non è cosa da poco.

La proposta sarà vagliata dalla Giunta ma già girano voci di avvoltoi avviliti e schifati dall’idea di una struttura gestita da Arci Succivo.

Noi restiamo in attesa fiduciosi perchè non vogliamo arrenderci all’idea che prevalga la linea di chi, pur di non ammettere l’efficienza di una gestione dal basso, concordata tra amministrazione, associazioni e utenti, preferisce vedere l’unico centro culturale polivalente dell’atellano sotto utilizzato e inefficiente.