Non deve essere speranza

Non è speranza quello di cui ha bisogno l’Agro-Atellano, con la speranza ci hanno imbrogliato diceva Monicelli, con la speranza di un posto di lavoro hanno comprato il nostro voto, con la speranza di un tetto hanno fatto firmare cambiali in bianco sulla nostra esistenza.

Non è la speranza quello di cui ha bisogno la vecchia Atella, quella speranza che consegna l’oggi al domani e il domani a un futuro che non arriverà mai.

Di Oggi ha bisogno la nostra Terra, di Qui e di Ora, di liberarsi di persone che nonostante esperienze ventennali in campo amministrativo risultano sempre improvvisate alla politica.

Di Aria Nuova. Di Profumi. Di Piazze.

Atella ha bisogno di persone che la amano. Ecco…l’amore non ha speranza, l’amore c’è o non c’è e questi devono essere i termini della nostra discussione. Con la vostra speranza pagate qualcun altro.

Se battere le destre non fosse sufficiente

E’ oramai palese che se la destra nazionale è scandalosa, priva di ideali e spinte culturali, con una linea politica incentrata solo sul culto della personalità di Berlusconi, una destra che al tempo delle scelte ha preferito Dell’Utri a Borsellino e Feltri a Montanelli, quella Campana è indecente, bramosa, ugualmente pericolosa ma cosciente di aver campo libero per fare terra bruciata dopo anni passati nell’angolo a chiedere l’elemosina a Bassolino.

Da Cosentino a Mastella, la santa alleanza è spinta solo dalla voglia del potere per il potere, basti pensare che quest’ultimo ha impedito a un suo candidato di correre nel colleggio di Caserta (un candidato da qualche decina di migliaia di preferenze) per il Consiglio Regionale per avere la sicurezza che un seggio per l’Udeur scattasse nel Sannio dove a correre ovviamente, via youtube dal confino, ci sarà la moglie.
E’ ovvio che a questa Armata ci si debba contrapporre in modo compatto e deciso ma forse illusi eravamo noi nel pensare che dopo gli anni tragici di Bassolino ci sarebbe stato un moto d’orgoglio interno al centro sinistra, un vortice che spingesse a rigenerare volti e politica.

Non ci riferiamo a De Luca che forse è il minor problema del Centro Sinistra, ma di un Partito Democratico che ha subito un OPA democristiana e che già da tempo è stato scalato, sia a livello regionale sia in provincia di Caserta.
Di De Magistris che nel momento in cui doveva passare dalle parole ai fatti, scendendo in campo nelle primarie in Campania si è rifuggiato in un ipotetico quanto da stabilire “rispetto per gli elettori che lo hanno votato alle europee”, siamo sicuri che molti elettori apprezzeranno tanto rispetto.
Di una sinistra che non c’è e quindi non batte un colpo, ma che sia UNO, fosse anche l’eco di qualcosa che potrebbe arrivare.
Di tanti nomi fatti e poca politica proposta, sia per la Regione che per la Provincia di Caserta…anzi qualcosa di politica il Centro Sinistra lo ha fatto, ha aderito al Piano Casa che non osiamo immaginare che ripercussioni potrà avere in Terre già martoriate come quelle dell’Agro Atellano e al Consorzio Idrico, con i sindaci PD, ha spinto per la privatizzazione dell’Acqua.

E’ ovvio che battere le destre è la priorità ma scusateci se pensavamo che battere le Destre significasse avere poi qualcosa di Sinistra, evidentemente non abbiamo capito bene come funziona o forse molta Sinistra in Campania sta dalla parte sbagliata della barricata.
Battere le destre è la priorità ma anche avere una linea politica, sociale e culturale di Sinistra è la priorità. Chiediamo al Centro Sinistra Campano e Casertano: Siete capaci di fare entrambe le cose e contemporaneamente?

Orta, su la testa!

Finalmente…l’arci invade l’agro-atellano e sentirci in minima parte artefici di questo ci rende orgogliosi.

Nasce il circolo Arci di Orta di Atella “Su la Testa”, un tassello fondamentale che mancava nella vita sociale di Orta. Tanti giovani spinti dalla stessa esigenza, essere protagonisti di una rinascita culturale.

Pensiamo che in questo momento storico, in cui l’associazionismo riesce ad essere il vero soggetto di rappresentanza, di impegno e di cittadinanza attiva l’avamposto Arci possa dare un notevole contributo ad un paese come Orta di Atella in cui si fa sempre più evidente e indispensabile il bisogno di una sferzata e di una seria e concreta rottura con gli schemi politici e culturali del passato.

Il nostro augurio ai compagni di Orta è che siano in grado di leggere le dinamiche di cambiamento che si stanno concretizzando nella società, dinamiche che purtroppo gli amministratori, non solo di Orta di Atella ma di tutto l’agro-atellano, non riescono a cogliere.

Di essere il “controcanto” politico e culturale, di non arrendersi mai all’evidenza, che possa da loro rifiorire una nuova primavera per la sinistra ortese.

Dimostrare che la parte buona della vita e la parte buona della politica nasce dal basso dove ogni persona vale per uno e dove a contare non sono i numeri ma le idee.

In bocca al lupo, su la testa…Sempre!

Riferimenti: Su la testa - Arci Orta di Atella

Diventare grandi

Alle spalle un anno di attività e di soddisfazioni, davanti l’anno del decennale per lo Spaccio Culturale.

Ed è paradossale e significativo che il 2009 sia stato la chiave di volta di un decennio di militanza associazionistica:

- in primis l‘Atellana Festival non per valore che diamo alla manifestazione ma per la fatica che ci costa, arrivato finalmente alla ribalta nazionale, consacrato come tra i miglior festival indipendenti e premiato da un pubblico che lo ama;

- le attività nel campo dell’immigrazione con i corsi di alfabetizzazione che curiamo a Succivo e Castelvolturno e gli sportelli sempre di Succivo oltre a quelli di Aversa gestiti da nostri operatori e dai volontari di servizio civile;

- Servizio Civile che è diventato una certezza sia nei progetti Assistenziali sia in quelli di Promozione Culturale;

- l’attività gratuita che la nostra associazione offre alla Casa delle Arti nella gestione della Biblioteca Comunale, struttura efficiente e partecipata grazie sopratutto al nostro contributo;

-  i Lab con i quali liberiamo spazi di socialità a giovani band e artisti in erba;

- infine il grande tesseramento 2009 che ha visto l’adesione di oltre 150 soci.

Un anno di passione e di impegno, sia politico che sociale, un impegno che marcheremo nel 2010 per dare il nostro contributo ad una svolta che nelle nostre terre è divenuta necessaria e indispensabile.
Lavoreremo per seppellire definitivamente i vecchi schemi clientelari, lasciando la porta aperta ad ogni forza politica ma senza rincorrere nessuno.
Continueremo nella nostra opera di spaccio perchè come dieci anni fa ancora ci sentiamo “Acculturati per lusso, spacciatori per necessità”.

E andiamo avanti.

Buon 2010 e che sia quanto più simile ai vostri migliori desideri.

Casa delle Arti: Rinascere dal basso

Perchè ci occupiamo della Casa delle Arti? Perchè è l’unica struttura del suo genere in tutto l’Agro-Atellano. Perchè è un potenziale centro culturale (con biblioteca, sala convegni e sala mostre) sfruttato solo in minima parte. Perchè per anni con scelte amministrative assurde si è fatto di tutto per renderla una cattedrale nel deserto: via l’associazionismo e che diventi il confino di impiegati e dirigenti sgraditi! Perchè negli ultimi due anni c’è stata (finalmente) una volontà amministrativa per farla rivivere e noi pensiamo che sia giunto il momento di concretizzare.

E’ innegabile che l’assessorato di Pastena ha riaperto le porte della Casa delle Arti all’associazionismo e la scelta è risultata vincente e produttiva, sono rinate nella struttura eventi come “Un libro, un vino” e si è tornati ad ospitare grandi scrittori da Lanzetta a Montesano, da Pascale ad Arminio. Si sono valorizzate attività che già esistevano come il Corso di Alfabetizzazione e lo Sportello per Migranti realizzate dai volontari del nostro Servizio Civile e si è vista la rinascita del Centro Studi Virgiliani con la collaborazione dell’Archeoclub. In altre parole le associazioni in generale (e lo Spaccio Culturale nello specifico) si sono trasformate da pericoli in risorse. L’attuale Assessore alla Cultura vuole proseguire sulla stessa linea ma insufficienze in organico di personale comunale ne mettono a rischio addirittura l’apertura.

Ecco perchè, volendo fare la nostra parte e contrariamente all’idea che molti politici (e qualche amministratore) hanno sull’associazionismo che si farebbero vive solo per battere cassa (o.O) abbiamo inviato al Dirigente e all’Assessore competente una proposta di gestione per la struttura. Questo permetterebbe alla Casa delle Arti di continuare a vivere, la gestione proposta è a carattere assolutamente gratuito e si riferisce all’apertura (anche pomeridiana) della struttura oltre a tutte le operazioni di gestione, catalogazione e prestito librario indispensabili per un’attività bibliotecaria, insomma quello che già attualmente ARCI Spaccio Culturale sta facendo per scongiurare l’apertura della struttura solo negli orari di ufficio.

Il Comune oltre ad usufruire di un servizio completo avrebbe anche la possibilità di sfruttare collocandoli in modo diverso il personale attualmente utilizzato che in una situazione di sottorganico com’è quella del Comune di Succivo non è cosa da poco.

La proposta sarà vagliata dalla Giunta ma già girano voci di avvoltoi avviliti e schifati dall’idea di una struttura gestita da Arci Succivo.

Noi restiamo in attesa fiduciosi perchè non vogliamo arrenderci all’idea che prevalga la linea di chi, pur di non ammettere l’efficienza di una gestione dal basso, concordata tra amministrazione, associazioni e utenti, preferisce vedere l’unico centro culturale polivalente dell’atellano sotto utilizzato e inefficiente.

Ricominciare a parlare

Ripartiamo da qui, forse spinti dalla stessa esigenza che nel 2000 ci ha portato ad essere Spaccio Culturale, lo stesso bisogno e la stessa convinzione ancora pronti a combattere sul piano culturale una cultura dominante sempre più arrogante.Ripartiamo e non ci interessa di essere politicamente corretti, non ci interessa di turbare qualcuno o andare a scalfire rapporti che qualcuno crede di aver creato negli anni, Spaccio Culturale liberamente sente e liberamente dice ed io aggiungerei, finalmente! In questi anni abbiamo lavorato molto,

all’interno dell’Arci e fuori: con i migranti, in campo artistico, con la musica, ma qualcosa dentro diceva che qualcosa fuori non andava e quando le cose non vanno ti attivi si per cambiarle, magari riuscendo solo ad arginarle ma è importante anche parlare e nel caso urlare. E noi che negli anni non abbiamo mai smesso di fare politica oggi torniamo ad occuparci della politica.

Non parleremo dei massimi sistemi, non ci occuperemo principalmente di crisi globali o del berlusconismo galoppante ma della politica dei nostri territori, ci occuperemo della nostra Terra, di Atella ma sopratutto di Succivo.

Perchè se sei un’associazione radicata sul territorio ti devi interessare di dove vivi, di che politica esiste, di che amministrare si attua, se a quel territorio ci tieni devi essere disposto a rischiare e a parlare anche dell’evidenza se nessuno sembra vederla, dell’indecenza anche se tutti tendono ad accettarla, rischiare di essere come il pazzo che presagiva la fine dell’uomo girando con una lanterna. Noi. Eccoci. I pazzi con la lanterna sono tornati.